Non siamo in un film di Star Trek e non siamo ritornati indietro nel tempo per ridare nuovo vigore alle trame delle nostre vite, ma anche noi, Gruppo AGESCI “Maerne 1°”, abbiamo dovuto fare di necessità virtù, rimboccarci le maniche, contarci e disegnare un nuovo assetto al nostro essere scout nella realtà di Maerne e nel tessuto sociale della nostra comunità.
Alla fine dello scorso anno, prima delle esperienze dei campi estivi, ci siamo resi conto che quest’anno non saremmo stati gli stessi a portare avanti la proposta dello scautismo nella nostra realtà. Abbiamo così pensato a come fosse possibile far partire un ciclo nuovo per ridare vigore al nostro Gruppo. La Comunità Capi, con tutti, capi ed assistenti, ha sviscerato i possibili scenari che si potevano prospettare, compreso quello più nefasto della chiusura di alcune unità. Ma il contributo di tutti ha fatto si che si decidesse per una soluzione ardita ma concreta. Abbiamo deciso di “potare” la nostra proposta, perché possa fruttificare meglio in futuro.
Quella che abbiamo fatto è una scelta di “futuro”! Una scelta controcorrente, in un momento sociale che non permette di immaginare scenari al di là dell’orizzonte, abbiamo progettato un nuovo corso per il “Maerne 1°”.
Se vogliamo, l’attitudine a progettare è propria del metodo scout, ma anche nello scautismo ci sono momenti nei quali si deve fare i conti con emergenze e scenari che non sono sempre immaginabili. Chi pensava che le esigenze personali di più persone, presenti all’interno della Comunità Capi, le portassero a fare la scelta di interrompere o sospendere la loro esperienza di servizio educativo nello scautismo? E soprattutto, chi poteva immaginare che ciò accadesse per tante persone nel medesimo periodo?
Non ci siamo abbandonati allo sconforto, forti del nostro “Estote Parati” ed abituati ad intervenire nelle emergenze, abbiamo in qualche modo anticipato l’elaborazione del nostro “Progetto Educativo”. Non è proprio il processo canonico per una stesura specifica di tale documento programmatico di gruppo, ma sicuramente le tematiche che sono state toccate mettono in evidenza alcuni aspetti che necessariamente dovranno essere trattati nei prossimi anni.
Le riunioni fatte per il futuro del “Maerne 1°” non sono mai state concitate, frenetiche o angosciate. Sono state accese e partecipate, questo sì, perché dovevano permetterci di ottenere il miglior risultato possibile con le risorse a disposizione. Oltre alla soluzione contingente e necessaria al proseguire dell’esperienza scout a Maerne, il dibattito ha anche prodotto un’analisi che evidenzia la necessità di riflettere sulla distribuzione delle fasce d’età che attualmente il gruppo serve, in prospettiva di una loro rimodulazione. Si pensa ad un allungamento del periodo della branca L/C, tenendo i bambini e le bambine in branco anche il primo anno delle medie. Si pensa a connotare la branca E/G anch’essa su quattro anni pensando di avere due reparti, uno maschile ed uno femminile, perché possano gestire più opportunamente un numero di ragazzi e ragazze maggiore permettendo loro momenti specifici di crescita di genere. L’idea di base è quella di far si che la branca R/S abbia così linfa di numeri ma anche di entusiasmo, nella prospettiva di ottenere dall’esperienza scout Uomini e Donne che partono per servire la comunità, nell’ambito che reputeranno più adatto alle loro inclinazioni.
Come sempre accade quando si prendono decisioni complicate e dove il cuore di ciascuno ha messo in gioco le proprie emozioni, la “provvidenza” compare a beneficiare gli arditi.
Quindi, quando quest’anno abbiamo cominciato questo nuovo corso, abbiamo ricevuto alcune positive sorprese. In branco entreranno alcuni lupetti e lupette, quando in sede di decisione non era previsto; anche in reparto entreranno alcuni ragazzi, anche in questo caso era una prospettiva non praticabile; il noviziato ha iniziato le attività spiazzando i maestri dei novizi per l’entusiasmo e la voglia di essere coinvolti; i giovani che erano rimasti dalle ceneri del clan/fuoco dell’anno scorso, hanno iniziato positivamente la loro avventura a Robegano e presteranno servizio nelle unità del nostro gruppo. Avremo presto delle “Partenze”!
Abbiamo dovuto fare uno sforzo non indifferente per comporre una squadra di Capi che potesse essere la spinta per un nuovo ciclo ed i fatti ci stanno dando il necessario incoraggiamento per perseverare. Dopotutto B.P. diceva: “Non esiste buono o cattivo tempo, ma esiste buono o cattivo equipaggiamento”. Abbiamo allestito il miglior “equipaggiamento” possibile: la storia proseguirà a Maerne.
Che questo sia il nuovo inizio?







